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La novità, contenuta nel Dlgs n. 80/2015, riguarda la possibilità per le donne  vittime di violenza di genere di chiedere un congedo di tre mesi, anche non continuativi, e a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa.

Le lavoratrici dipendenti pubbliche o private, vittime di violenza di genere possono chiedere un congedo dal lavoro della durata massima di tre mesi, con diritto all’intera retribuzione, se inserite in percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dai Centri antiviolenza o dalle Case rifugio, regolate dall’art. 5 bis del D.L. n.93 del 2013, convertito con modificazioni dalla L. n.119 del 2013.

L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le  modalità previste per l’indennità di maternità. Il periodo concorre ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio, della maturazione delle ferie, della 13.ma mensilità e del TFR.  

Le lavoratrici devono preavvisare il datore di lavoro con un termine non inferiore a sette giorni, indicando inizio e fine del periodo di congedo e producendo idonea certificazione, salvo casi di oggettiva impossibilità. Il congedo può essere usufruito su base oraria o giornaliera, nell’arco temporale di tre anni  secondo quanto previsto da successivi accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In caso di mancata regolamentazione, da parte della contrattazione collettiva, delle modalità di fruizione del congedo, la dipendente può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadri settimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo.

Altrettanto, le lavoratrici titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, vittime di violenza di genere, inserite in percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dai Centri antiviolenza o dalle Case rifugio, regolate dall’art. 5 bis del D.L. n.93 del 2013, convertito con modificazioni dalla L. n.119 del 2013, hanno diritto alla sospensione del rapporto contrattuale per un periodo massimo di tre mesi.


Per informazioni puoi rivolgerti a:

Sportello Donna CGIL Bologna Via Marconi 67/2 40122 Bologna  tel 051 6087163  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

INCA Bologna  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   www.incabo.it   051 4199360

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