Le legge di bilancio 2026 non prevede novità sostanziali nel panorama delle pensioni ma ridisegna uno scenario in cui si investe sempre meno nella previdenza pubblica e sempre di più nella previdenza complementare; il testo della legge, infatti, da una parte non introduce alcuna nuova soluzione pensionistica e dall’altra non rinnova la Quota 103 e l’opzione donna, ultime forme di flessibilità in uscita vigenti fino al 2025. Resta confermato però che i diritti maturato entro il 2025 si cristallizzano e possono essere esercitati in qualsiasi momento.
Resta confermata per il 2026, con il suo carattere di provvisorietà, l’ape sociale che consente ad alcune tipologie di lavoratori che si trovano in particolari condizioni di accedere a questa forma di accompagnamento a pensione.
I requisiti di accesso prevedono:
- un’età anagrafica di ameno 63 anni e 5 mesi
- un’anzianità contributiva di almeno 30 per lavoratori disabili, caregivers e lavoratori disoccupati, di almeno 36 anni per i lavoratori che svolgono attività gravose, 32 anni per i lavoratori del settore dell’edilizia e della ceramica. Per le lavoratrici è prevista una riduzione dell’anzianità contributiva di 1 anno per ogni figlio per un massimo di due.
La manovra prevede, inoltre, l’innalzamento dei requisiti per l’accesso a pensione per l’adeguamento alla speranza di vita a partire dal 2027
Nello specifico, il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia salirà a:
- 67 anni e 1 mese nel 2027
- 67 anni e 3 mesi nel 2028
Anche per la pensione anticipata ordinaria è previsto un incremento:
- per gli uomini si passerà a 42 anni e 11 mesi di contributi nel 2027 (43 anni e 1 mese nel 2028);
- per le donne la soglia sarà di 41 anni e 11 mesi nel 2027 (42 anni e 10 mesi nel 2028).
Per il 2026, le pensioni minime beneficiano di una rivalutazione straordinaria dell’1,3% che porta l’importo della pensione minima a 619.69 euro