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Nel corso della bella serata che alla Festa della Cgil di Bologna è stata dedicata ai Servizi, lo scorso 28 novembre, è stato recitato un testo che più di ogni altro chiarisce, in pochi minuti, qual è il lavoro, e il valore, di un operatore e di un'operatrice Inca. Lo riportiamo di seguito, perchè ci piace l'idea di condividerlo con tutt@, anche con chi la scorsa settimana non ha potuto festeggiare con noi a Cà Vecchia di Sasso Marconi.

Noi sindacalisti da trincea

“TI RACCONTO IL MIO LAVORO IN UN MINUTO”

Alice, 9 anni, mia figlia, la porto al pre scuola altrimenti arrivo tardi in ufficio, anche oggi Bologna è bloccata…arrivo in ufficio ci sono già 30 persone in fila per lo sportello inca, mi guardano fiduciosi e speranzosi di risolvere il loro problema
Ombretta, la mia collega dell’accoglienza, mi guarda senza parlare e dal suo sguardo capisco che mi chiede “cosa facciamo con le persone che non riesci a ricevere stamattina?”. Allora le allungo un foglio e le dico falli venire oggi pomeriggio dalle 14 non più di 5 persone perché ho promesso a mia figlia di accompagnarla ad equitazione
Ci siamo, si inizia, sbirciatina veloce alle mail, Vincenzina e Mirella mi scrivono ……. Credevo di fare solo il mio lavoro ……. “siamo state accolte con un sorriso all'interno della stanza 6 che con professionalità e simpatia ha effettuato conteggi, risposto alle nostre innumerevoli domande e ascoltato dubbi e problematiche personali di questi ultimi anni di servizio”, capisco che anche se a volte la giornata è faticosa amo questo lavoro.
Quando viene Rino, che per problemi di salute ha dovuto lasciare il lavoro e si sta pagando i versamenti volontari per andare in pensione, scopriamo che può andarci subito: con le mille e innumerevoli normative abbiamo trovato per lui quella giusta, esce dal nostro ufficio con le lacrime agli occhi, ci ringrazia tutti.
Angelo, senza fissa dimora, ci chiede il reddito di cittadinanza, abbiamo bisogno di un recapito…, è smarrito, vogliamo aiutarlo, chiamiamo il sacerdote della parrocchia dove dorme, gli chiediamo se possiamo indicare il suo indirizzo, forse con un prestito potrebbe pagare un riscatto per avere la pensione, l’importo non è molto alto ma per lui è impossibile pagare, prendendoci la responsabilità della restituzione dei soldi gli facciamo da garante in banca perché ha diritto a pensione, va via dall’ufficio felice anche se non ha capito esattamente cosa abbiamo fatto ma ha capito che ci siamo presi cura di lui.
E poi arrivano Giulio, Roberto e tutti gli altri amici di Angelo, che si sentivano prima invisibili nei confronti della società e scoprono che anche loro hanno dei diritti e non si sentono più invisibili.
Shaid, ha perso il lavoro deve presentare la domanda di naspi, è nervoso è arrabbiato con noi perché ha fatto due ore di fila, quando gli dico che gli mancano alcuni documenti per inoltrare la domanda mi aggredisce, mi da dell’incompetente, lo calmo, mi guarda e si scusa, mi dice “non sono arrabbiato con te e che ho perso il lavoro e forse perdo anche il permesso di soggiorno se non trovo da lavorare entro 6 mesi”, vorrei aiutarlo ma so che non posso fare nulla oltre che ascoltarlo, calmarlo e dirgli che quando torna non farà la fila e chiedere direttamente di me….
Entra Francesco, è la terza volta che viene da me, nel suo lavoro deve spostare dei pacchi molto pesanti, ha problemi alla schiena e non riesce più a lavorare, ma non si può licenziare ha il mutuo due figli piccoli e la moglie lavora part-time, gli ho proposto di fare la domanda d’invalidità ma ha paura di essere licenziato, lo convinco di parlare con un funzionario della Cgil che segue la sua azienda, si è convinto, proviamo con un cambio di mansioni anche se non mi sembra molto convinto di farlo
Sono le 16,00 mi preparo vado da Alice, sono un part-time cosi posso dedicare più tempo a mia figlia… ma arriva Eva, ha urgenza ha il figlio di un anno ricoverato in ospedale e ha bisogno urgente di fare la domanda di permessi per stargli vicino, riaccendo il computer subito pensando anche a mia figlia che mi sta aspettando…
E’ sera Alice e mi dice: mamma domani hai ancora persone o mi vieni prendere tu a scuola? Mi si stringe il cuore, ma poi penso che lei ogni volta che viene in ufficio considera tutte le mie colleghe come mamme e sorrido.
Domani è giovedì non riceviamo il pubblico, si Alice domani ti vengo a prendere io.
Noi siamo questi! Quello della tutela individuale. Quelli che ogni giorno guardano negli occhi gli iscritti CGIL. Quelli che sono sempre un po’ in sofferenza, ma nonostante tutto continuano a fare il proprio dovere con dedizione.
Volti, storie, sorrisi, confidenze, queste sono le cose che ci ripagano di tutti i sacrifici.
Quei nomi, quelle storie, sono parte integrante delle nostre giornate.
Giornate che passiamo a cercare di risolvere i problemi delle persone.
Giornate in cui ci riempiamo e ci svuotiamo simultaneamente.
Il lavoro delle operatrici e degli operatori INCA e TEOREMA è anche questo, amare le persone!!!

 

Operatrice inca - cgil di Bologna

28,11,2019

 

 

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