Domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare 750x437

 

Il Patronato Inca-Cgil si è aggiudicato, come soggetto proponente e capofila, il bando di Ministero del Lavoro, Ministero dell’Interno e Commissione Europea per la formazione prepartenza dei familiari oggetto di ricongiungimento, con il progetto dal titolo "FORM@" (superando in sede di valutazione organizzazioni come l’OIM-Organizzazione Internazionale per le Migrazioni).

 

Chi fosse interessato si può rivolgere direttamente al Centro lavoratori stranieri della Cgil di Bologna.

Il progetto è finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), che vede il Ministero dell'Interno nelle veste di Autorità Responsabile e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nella veste di Autorità Delegata. Si tratta di un riconoscimento che premia e valorizza il lavoro, l’esperienza e la capillarità
 operativa dei Patronato quali soggetti attivi del processo di integrazione dei lavoratori stranieri e loro familiari.

L'obiettivo generale del progetto Form@ è quello di qualificare e facilitare i percorsi di ricongiungimento familiare attraverso azioni di formazione prepartenza. Il progetto, pertanto, metterà a disposizione dei destinatari un sistema di servizi integrati, ponendo particolare attenzione alle questioni concernenti la formazione alla conoscenza della lingua, l’educazione civica e lo studio del patrimonio culturale e valoriale del Paese di destinazione.


A dare attuazione al progetto "FORM@" è una ATS (Associazione Temporanea di Scopo) che include i quattro patronati del raggruppamento Ce.Pa (INCA, INAS, ITAL e Patronato ACLI) con l’INCA come soggetto capofila ed in partenariato con l'Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese, Anolf-CISL, Unirama s.a.s. e l'InternaAonal Language School.
I destinatari del progetto sono i familiari dei richiedenti ricongiungimento familiare provenienti dai seguenti Paesi: Albania, Cina, Egitto, Ecuador, Marocco, Moldavia, Perù, Senegal, Tunisia e Ucraina.

Complessivamente, il totale dei destinatari viene stimato in oltre 5400 unità.

Le attività programmate nell'arco dei circa due anni di durata del progetto si articolano - per grandi linee - nel modo seguente:
- una prima fase propedeuAca, a6raverso la realizzazione di schede di approfondimento dei 10 Paesi oggetto delle attvità; nonché attraverso l’elaborazione del profiling dei destinatari della formazione pre- partenza;
- una seconda fase in cui sarà elaborato il materiale informativo di carattere civico-linguistico con strumenti multicanale e multilivello;
- una terza fase che consiste nella presa in carico degli oltre 5400 destinatari per la fruizione dei servizi di formazione e assistenza nei Paesi di provenienza pianificati;
- una quarta fase di restituzione delle azioni di progetto, anche attraverso la realizzazione di un Green Paper sulla Governance dei ricongiungimenti, con particolare attenzione dedicata alla replicabilità e sostenibilità dei modelli sperimentati.


La conclusione del progetto e’ prevista per il 31/3/2019.


L’apporto delle strutture INCA in Italia: appare utile evidenziare come l’intero percorso abbia inizio in Italia nel momento in cui i Patronati trasmettono ai SUI (Sportello Unico Immigrazione) la richiesta di nulla osta, prendendo così in carico e coinvolgendo fin dall’inizio il richiedente per quanto riguarda la gestione dell’intero processo (sarà infatti lui stesso il primo promotore nei confronti dei suoi familiari). In sede di trasmissione della richiesta di nulla osta si procederà alla sottoscrizione col richiedente del cosiddetto Patto di Servizio (PdS) per l’adesione al Progetto di se stesso e dei i propri familiari all’estero.

Successivamente le sedi locali nei Paesi di provenienza gestiranno un primo contatto con i potenziali destinatari, mettendo a loro disposizione il materiale informativo ed invitandoli a fruire del front desk per
accedere alle sezioni formative ed affiancarli nella richiesta di visto presso le autorita’ consolari le quali hanno dichiarato, in fase progettuale, la disponibilita’ a supportare il progetto. Ottenuto il visto ed entrati in Italia, il richiedente e i familiari saranno sottoposti ad un check-up sui diritti esigibili presso la sede di Patronato di inizio percorso verificando le tematiche del servizio sanitario nazionale, la genitorialita’, gli assegni familiari e sostegno al reddito e opportunita’ di tutela nel campo previdenziale e assistenziale oltre agli obblighi previsti dalla normativa sull’immigrazione.

 

 

Il video sul progetto a cura del Centro lavoratori stranieri della Cgil di Bologna

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